Analisi del rischio ai sensi della GwG: come evitare errori!

L’analisi del rischio ai sensi della GwG (legge sul riciclaggio di denaro) svolge un ruolo cruciale nell’evitare errori e nel garantire un’efficace attuazione della conformità antiriciclaggio.

Questo articolo si riferisce essenzialmente al settore “non finanziario”.

In breve

  • Importanza dell’analisi del rischio ai sensi della GwG: l’analisi del rischio è un aspetto centrale della legge sul riciclaggio di denaro (GwG), che supporta la prevenzione e la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo attraverso un approccio basato sul rischio. Richiede che le aziende implementino una gestione efficace del rischio che tenga conto delle attività commerciali e dei rischi associati, e che adattino le misure di sicurezza interne in base alla propria analisi del rischio e alle analisi del rischio nazionali.
  • Esecuzione e adattamento dell’analisi del rischio: l’analisi del rischio deve essere adattata individualmente alla natura e alla portata delle attività commerciali dell’azienda. Devono essere integrati i fattori di rischio definiti dalla legge, nonché le conoscenze derivanti dall’analisi nazionale del rischio, per consentire una valutazione e una gestione complete dei potenziali rischi.
  • Fasi di attuazione e monitoraggio dell’analisi del rischio: l’attuazione dell’analisi del rischio avviene in più fasi, a partire da un’analisi dello stato attuale e dall’identificazione dei rischi, seguita dalla categorizzazione e dalla ponderazione dei rischi. Infine, le misure di sicurezza interne devono essere implementate sulla base di questa analisi e regolarmente riviste per garantire un monitoraggio dinamico e continuo delle relazioni commerciali.

Indice

Perché è importante un'analisi del rischio?

Ai sensi del § 3a comma 1 della GwG, la prevenzione e la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo si basano su un approccio basato sul rischio. I soggetti obbligati devono, ai sensi del § 4 della GwG, implementare una gestione efficace del rischio che includa un’analisi del rischio (§ 5 GwG) e misure di sicurezza interne (§ 6 GwG). Una gestione efficace del rischio tiene conto di tutte le attività commerciali e dei rischi che ne derivano. L’adeguatezza delle misure di sicurezza interne è determinata sulla base della propria analisi del rischio e dei risultati dell’analisi nazionale del rischio. Inoltre, la gestione del rischio deve, ai sensi del § 4 comma 1 della GwG, tenere conto della natura e della portata delle attività commerciali.

Qual è la base giuridica per l'analisi del rischio?

Per evitare errori nell’analisi del rischio ai sensi della GwG, è importante comprendere la definizione e il significato dell’analisi del rischio. L’analisi del rischio è un processo in cui i potenziali fattori di rischio vengono identificati, valutati e gestiti per garantire la conformità alle normative antiriciclaggio.L’analisi del rischio deve essere redatta in modo appropriato in base alla natura e alla portata delle attività commerciali (§ 4 comma 1 GwG). A tal fine, ai sensi del § 5 comma 1 GwG, devono essere presi in considerazione i fattori di rischio degli allegati 1 e 2, nonché le conoscenze derivanti dall’analisi nazionale del rischio. Questi allegati forniscono esempi di fattori potenzialmente aumentanti o riducenti il rischio. Non è la presenza di singoli fattori, ma una considerazione completa di tutti i rischi rilevanti a determinare il rischio complessivo.

Implementare l'analisi del rischio: passo dopo passo

Fase 1: Analisi dello stato attuale

Abbiamo elencato a titolo esemplificativo alcuni fattori di rischio per un rischio potenzialmente basso (Allegato 1) e un rischio più elevato (Allegato 2). Di seguito troverete un riepilogo dei rischi per alcuni settori secondo l’Analisi Nazionale del Rischio:

Fase 2: Identificare i rischi

Fattori per un rischio potenzialmente basso

  1. Rischio cliente
    • Imprese pubbliche quotate in borsa, soggette a obblighi di divulgazione (in base a regolamenti o leggi di borsa), che garantiscono un’adeguata trasparenza del titolare effettivo.
    • Amministrazioni o imprese pubbliche.
    • Clienti residenti in aree geografiche a basso rischio.
  2. Rischio di prodotto, servizio, transazione o canale di distribuzione
    • Polizze assicurative sulla vita con premio basso.
    • Polizze assicurative per contratti di rendita senza clausola di riscatto o possibilità di fungere da garanzia per prestiti.
    • Sistemi pensionistici e piani di previdenza che deducono i contributi dallo stipendio e non consentono il trasferimento dei diritti.
    • Prodotti o servizi finanziari che mirano all’“inclusione finanziaria”.
    • Prodotti in cui i rischi sono gestiti tramite restrizioni o trasparenza (ad es. alcuni tipi di moneta elettronica).
  3. Rischio geografico
    • Stati membri.
    • Paesi terzi con sistemi efficaci per la prevenzione, l’individuazione e la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
    • Paesi terzi con bassa incidenza di corruzione e altre attività criminali.
    • Paesi terzi che attuano efficacemente le raccomandazioni del GAFI.

Fattori per un rischio potenzialmente più elevato

  1. Alto rischio di riciclaggio di denaro: i notai sono tipicamente coinvolti in transazioni immobiliari, il che rappresenta un rischio elevato di riciclaggio di denaro. Il loro coinvolgimento nella costituzione di società comporta anch’esso dei rischi.
  2. Ruolo di pubblico ufficiale: in quanto pubblici ufficiali, i notai sono attivi nel diritto pubblico in tutte le loro attività, il che richiede particolare diligenza e responsabilità.
  3. Tensione tra legge e codice deontologico: i notai devono osservare sia l’ordinamento notarile federale che la legge sul riciclaggio di denaro, il che può portare a conflitti.
  4. Vigilanza da parte dei presidenti dei tribunali regionali: la supervisione dei notai non è esercitata da un ordine, ma dai presidenti dei rispettivi tribunali regionali.
  5. Particolare attenzione ai conti fiduciari e di deposito: questi conti sono vulnerabili al riciclaggio di denaro, soprattutto in relazione a pagamenti in contanti e dall’estero.

Fattori di rischio GwG: Revisori contabili

  1. Rischio medio di riciclaggio di denaro: i revisori contabili hanno una profonda conoscenza delle finanze e delle strutture aziendali, il che rappresenta un potenziale rischio per le attività di riciclaggio di denaro.
  2. Conoscenza del titolare effettivo: la loro capacità di identificare il vero beneficiario economico di un’azienda è sia un punto di forza che una fonte di rischio.
  3. Vigilanza da parte dell’Ordine dei Revisori Contabili: lo specifico ordine professionale dei revisori contabili svolge un ruolo importante nella supervisione e nel controllo dei propri membri.
  4. Rischio derivante da costruzioni fittizie: soprattutto nel settore immobiliare, i revisori contabili dovrebbero prestare attenzione al rischio derivante da tali costruzioni.

Fattori di rischio GwG: Avvocati

  1. Alto rischio di riciclaggio di denaro tramite conti fiduciari: gli avvocati gestiscono spesso conti fiduciari che possono essere utilizzati impropriamente per il riciclaggio di denaro.
  2. Funzione di vigilanza da parte degli ordini regionali: oltre alla rappresentanza degli interessi, questi ordini svolgono anche la vigilanza antiriciclaggio.
  3. Rischio derivante da pagamenti internazionali e in contanti: le transazioni effettuate in contanti o da paesi a rischio richiedono maggiore attenzione.
  4. Coinvolgimento in transazioni immobiliari e costituzioni di società: questi settori sono particolarmente vulnerabili al riciclaggio di denaro.

Fattori di rischio GwG: Consulenti fiscali

  1. Rischio medio di riciclaggio di denaro: analogamente ai revisori contabili, i consulenti fiscali hanno una conoscenza dettagliata delle finanze aziendali, che può essere oggetto di abusi.
  2. Rilevazione di anomalie interne all’azienda: il loro ruolo consente loro di identificare anomalie che potrebbero indicare riciclaggio di denaro.
  3. Funzione di vigilanza da parte degli ordini professionali specifici: anche i consulenti fiscali sono soggetti a una rigorosa supervisione e regolamentazione da parte dei loro ordini.
  4. Importanza della formazione professionale: è necessaria una formazione continua per rimanere aggiornati sulle leggi e i regolamenti in evoluzione.

Fattori di rischio GwG: Settore immobiliare

  1. Elevata importanza economica: gli immobili sono oggetti di investimento attraenti per gli elevati volumi di transazione e la stabilità del valore.
  2. Occultamento dell’origine dei fondi: la complessità e le possibilità di strutturazione legale delle transazioni immobiliari possono consentire di occultare l’origine dei fondi.
  3. Anonimato nelle share deal: l’acquisizione di immobili tramite share deal consente di nascondere l’identità dei proprietari dietro strutture societarie, preservando così l’anonimato.
  4. Elevata trasparenza, ma rischi per la titolarità effettiva: nonostante i rapporti di proprietà registrati nel catasto, l’attribuzione dei beni può essere resa difficile quando la titolarità effettiva e la proprietà formale divergono.
    Rischio di complesse
  5. Strutture societarie: reti aziendali intricate e l’uso di strutture fiduciarie aumentano il rischio di riciclaggio di denaro.
  6. Meccanismi di elusione: le leggi riformate potrebbero portare a un passaggio dall’acquisto al noleggio di immobili di lusso per riciclare denaro.
  7. Crescente importanza degli agenti immobiliari per l’affitto: con la nuova normativa ai sensi della direttiva antiriciclaggio, anche il ruolo degli agenti immobiliari per affitti elevati diventa più rilevante.
  8. Utilizzo delle aste: le aste forzate sono sempre più utilizzate per l’acquisto di immobili con fondi sospetti.

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Fase 3: Categorizzazione dei gruppi di rischio

I rischi devono essere suddivisi in gruppi di rischio e valutati in termini di importanza. Questa valutazione avviene solitamente in tre livelli: alto, medio e basso.

È tuttavia possibile adattare questa classificazione aggiungendo più categorie o riducendole. Ad esempio, la categoria “alto” comprende casi di rischio che rientrano nelle classi di alto rischio previste dalla legge o che vengono classificati come alti da proprie valutazioni. “Medio” si riferisce a casi che non sono classificati né come alti né come bassi, e “basso” a situazioni con rischio dimostrabilmente basso.

Possono essere utilizzati diversi metodi per la valutazione del rischio, inclusi sistemi con ponderazione variabile o fissa dei fattori di rischio. Inoltre, possono essere stabiliti criteri automatici per la classificazione dei clienti o per le misure di sicurezza. Le deviazioni devono essere documentate, tenendo conto anche dei risultati delle analisi nazionali sul riciclaggio di denaro e sul finanziamento del terrorismo.

Fase 4: Misure di sicurezza interne

I risultati dell’identificazione, della categorizzazione e della ponderazione dei rischi devono essere attuati nell’ambito delle singole misure di sicurezza interne, in quanto queste devono essere fondamentalmente derivate dai risultati dell’analisi del rischio o corrispondere ad essa.

Come nella gestione del rischio in generale, anche nell’attuazione delle singole misure di prevenzione, maggiore è il potenziale di rischio, maggiore deve essere la diligenza da adottare nel singolo caso.

Le misure di sicurezza interne adottate devono essere riviste e ulteriormente sviluppate tenendo conto del risultato dell’analisi del rischio.

Fase 5: Monitoraggio regolare

Secondo la motivazione della legge al § 10 comma 1 n. 5 GwG, deve avvenire un monitoraggio dinamico continuo della relazione commerciale, incluse le transazioni che vengono effettuate nel suo corso, e in questo contesto un confronto dei profili dei clienti con il rispettivo comportamento transazionale.

Monitoraggio dinamico significa qui la considerazione appropriata delle conoscenze acquisite nel corso della relazione commerciale. Con il monitoraggio continuo si intende accertare se la relazione commerciale in corso, nell’esecuzione delle singole transazioni, presenta anomalie concrete o deviazioni rilevanti dal comportamento precedente del cliente.

Gli indizi devono essere definiti individualmente dall’azienda. A tal fine, devono essere presi come base i risultati dell’analisi del rischio.

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